Archivio Lionello Venturi

Localizzazione del Fondo archivistico: sezione storia dell'arte, I piano, Lettere.

Segnatura di collocazione: 66 BIBL. ALV.

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Note biografiche

Lionello Venturi (Modena 1885 – Roma 1961) è stato uno storico dell’arte. Figlio di Adolfo Venturi, come il padre coltiva sin da giovanissimo la passione per l’arte.
Nel 1907 si laurea in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma e dal 1909 comincia la sua carriera di storico dell’arte dapprima come ispettore nelle Gallerie di Venezia e nella Galleria Borghese a Roma e, successivamente, come sovrintendente della Galleria Nazionale di Urbino.
Acquisita libera docenza in Storia dell’arte medioevale e moderna, nel 1914 ottiene un incarico all’Università di Torino, dove viene poi nominato professore straordinario. È qui che conosce l’imprenditore e mecenate Riccardo Gualino, con il quale instaura uno stretto legame di amicizia e collaborazione e dal quale viene coinvolto nell’avventura del Teatro di Torino.
Con l’entrata in guerra dell’Italia si arruola come volontario e verrà congedato un paio di anni dopo a causa di una ferita all’occhio che gli è valsa una medaglia al valore militare.
Nel 1919 riprende a Torino l’insegnamento che dovrà interrompere nel 1931 poiché rifiuta di prestare il giuramento fascista. Sarà anche costretto ad emigrare stabilendosi in Francia dove entra a far parte del gruppo antifascista Giustizia e libertà. Da questo momento in poi insegna e tiene corsi e conferenze in varie università: Parigi, Lione, Londra, Cambridge e anche negli Stati Uniti, dove si trasferirà nel 1939 a causa dell’espansione nazista. Qui aderisce alla «Mazzini Society», associazione antifascista fondata da Gaetano Salvemini insieme ad altri collaboratori. Per quanto riguarda l’attività didattica insegna nelle università di Baltimora, California, Città del Messico, all’Ecole Libre de Hautes Etudes di New York e in altre città quali Chicago, Filadelfia e Detroit. Rientra in Italia nel 1945, quando viene chiamato dall’Università di Torino per riprendere il suo posto. Venturi, però, chiede e ottiene il trasferimento a Roma dove insegnerà fino al 1960.
Venturi ha esercitato una profonda influenza sostenendo l’arte contemporanea, in particolare astratta, oltre a quella medievale e moderna. Il suo pensiero muove dallo storicismo crociano, che lo porta ad approfondire le questioni metodologiche della storia dell’arte introducendo il concetto di gusto come elemento soggettivo di cultura figurativa (e non come elemento immanente alla struttura della forma artistica). Sottolinea, infatti, l’importanza della storia della critica. Inoltre, egli si è sempre battuto per l’internazionalità della cultura e alcune delle sue opere più significative e rimaste fondamentali nella storia della critica d’arte, tra cui Il gusto dei primitivi, (Bologna 1926), La storia della critica d'arte (ed. inglese, 1936; ed. it. aggiornata, Firenze 1948), Cézanne (2 voll., Parigi 1936), Archives de l'Impressionisme (2 voll., Parigi 1939) costituiscono il tentativo più organico finora compiuto di dare respiro internazionale, attraverso lo studio delle arti figurative, allo storicismo idealistico di origine crociana.
Venturi è autore di altri numerosi studi di metodologia, di arte antica, moderna e contemporanea: Le origini della pittura veneziana, Venezia 1907; Giorgione e il giorgionismo, Milano 1913; La critica e l'arte di L. da Vinci, Bologna 1919; La collezione Gualino, Torino-Roma 1926; Pretesti di critica, Milano 1929; Pittura italiana in America, Milano 1931, ed. ingl. aumentata 1933; Botticelli, ed. franc., ted., ingl. 1937; G. Pissarro, con R. Pissarro, Parigi 1940, 2 voll.; G. Rouault, New York 1940; Art Criticism Now, New York 1941; Cézanne Watercolors, New York 1943; Pittori moderni, edizione francese, 1941; inglese, 1947; italiana, Firenze 1946; Marc Chagall, New York 1945; Painting and Painters, How to Look at a Picture, from Giotto to Chagall, New York 1945, edizione italiana, Roma 1948; The Rabinowitz Collection, New York 1945; Pittura contemporanea, Milano 1948.

(scheda a cura di Micol Pizzuti)

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