Fondo Milillo

Consistenza del Fondo: 639 documenti.

Localizzazione del Fondo: sezione antropologia, I piano, Lettere.

Segnatura di collocazione: 4M F.A.M.

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Note biografiche

Aurora Milillo è stata una demo-antropologa nata a Matera ma vissuta prevalentemente a Roma.
Studiosa di folklore, e in particolare di fiabistica, ha dato un contributo importante a questi studi, indagando in modo approfondito i narratori nel contesto antropologico locale e il rapporto tra narrazione novellistica e memoria storica. Questi studi si accompagnano ad una minuziosa ricerca sul campo, come quella svolta a Matera, suo luogo di nascita. Nata vicino ai calanchi argillosi descritti nel Cristo si è fermato a Eboli da Carlo Levi, la Milillo non è rimasta immune, per più ragioni, da quelle che sono state definite le “impreviste conseguenze” sul terreno antropologico ed etico dell’opera letteraria leviana.
A partire dalla seconda metà degli anni ‘60, la Milillo ha avviato, inizialmente nella sua regione natale ed estendendo poi la ricerca anche ad altre località del Meridione, un’intensa campagna di registrazioni audio di fiabe, leggende di santi e storie di vita, venendo a creare così un corpus di documenti orali che a tutt’oggi rappresenta una fonte indispensabile per la conoscenza in generale della “cultura immateriale” lucana e, in particolare, delle fiabe di tradizione orale diffuse in tutto il sud Italia. L’antropologa, poi, ha raccolto, insieme alle testimonianze dei contadini lucani, storie, favole e memorie in tutte le regioni italiane, diventando uno dei punti di riferimento dell’indagine antropologica. Quando, ad esempio, nell’autunno del 2005, a Segni, antica cittadina laziale, è nata l’idea di un laboratorio in cui si potessero incontrare la buona scrittura e la narrazione orale locale, nella sperimentazione di un nuovo racconto, la metodologia e gli studi della Milillo si sono imposti come manifesto programmatico e come rudimentale cifra epistemologica. Queste sperimentazioni di nuovi racconti vengono definite dall’antropologa “occasioni di libertà del sapere collettivo”.
Allieva dell’etnologo Diego Carpitella, è stata collaboratrice, ricercatrice e docente presso l’Università La Sapienza dove ha insegnato, dal 1970 al 1999, Storia delle tradizioni popolari. Qui vi ha tenuto un seminario pluriennale sulla fiaba nel quale è riuscita a trasmettere il suo contagioso entusiasmo e le sue approfondite conoscenze scientifiche in questo campo di studi ad alcuni giovani allievi, tra i quali il grossetano Roberto Ferretti, un promettente folklorista, e il fabul-attore Ascanio Celestini, che in seguito riuscirà a suscitare tra il grande pubblico, anche al di fuori della cerchia degli “addetti ai lavori” e del mondo accademico, l’interesse per la narrazione orale.
Testi importanti che fanno parte del lascito culturale della Milillo e dedicati alla fiaba e al racconto orale sono: Narrativa di tradizione orale: studi e ricerche (1977); La fiaba e il suo racconto: tra favola e memoria storica (1983).
Ricchissima è, inoltre, la nastroteca di registrazioni audio effettuate sul campo, nella quale sono raccolte centinaia di fiabe, leggende, storie di vita narrate dalla gente umile della sua terra.

(scheda a cura di Micol Pizzuti)

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