Fondo Cencetti

Consistenza del Fondo: 4842 documenti.

Localizzazione del Fondo: sezione storia medievale, III piano, Lettere.

Segnatura di collocazione: 9L MISC. CENCETTI

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Note biografiche

Giorgio Cencetti (Roma, 1908 – 1970), figlio di Edoardo Cencetti e Francesca Monti, è stato un paleografo, archivista e storico.
Nella sua formazione hanno avuto un ruolo rilevante Vincenzo Federici, di cui segue diverse lezioni di paleografia a Roma, e Pietro Torelli, di cui segue il corso di paleografia e diplomatica a Bologna, così come lo studio della produzione di Schiaparelli e le suggestioni dello Steinacker. Nel 1929 si laurea in giurisprudenza e, successivamente, anche in lettere. Svolge attività di insegnante provvisorio sin da prima del compimento della laurea finché non ottiene la libera docenza (1944), l’incarico (1949) e la cattedra di ruolo (1951) in paleografia e diplomatica presso l’ateneo bolognese e, nel 1959, presso l’Università degli studi di Roma. Qui Cencetti, nel 1966, diventa anche preside della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari, in cui insegna biblioteconomia e bibliografia, storia del libro e delle biblioteche e archivistica speciale, e direttore dell’Istituto di paleografia e diplomatica nonché collaboratore del Comitato internazionale di paleografia. L’attività didattica di Cencetti, inoltre, si estende anche a materie quali la storia del cristianesimo e la storia moderna.
Nel 1933 entra come archivista all’Archivio di Stato di Bologna, di cui diventa direttore nel 1940 non smettendo, però, di dedicarsi alla ricerca, come nel caso della collaborazione alla mostra del Digesto o a quella degli Statuti delle Arti, dell’inventario delle carte Aldini, il censimento delle più antiche carte bolognesi, la bibliografia degli statuti dei Bologna e Romagna.
La necessità, da un lato, di capire a fondo il significato e il valore giuridico della documentazione e, dall’altro, di comprendere e definire la funzione dell’archivio portano l’esperienza archivistica di Cencetti ad esplicarsi, da una parte, nella pubblicazione di fonti documentarie e, dall’altra, nel lavoro di riordinamento ed edizione di inventari. A tal proposito sono significativi gli studi da lui compiuti sul contratto di enfiteusi nel territorio bolognese (trattato nel Notariato medievale bolognese, I, Scritti di G. Cencetti, Roma, 1977) così come la teorizzazione del metodo storico nell’ordinamento degli archivi. Cencetti lascia gli archivi nel 1951, quando vince il concorso per la cattedra di paleografia e diplomatica presso l’Università di Bologna.
Nel 1948 il governo italiano lo incarica di occuparsi dell’esecuzione del trattato di Iugoslavia in materia archivistica. Infatti Cencetti, durante la seconda guerra mondiale, aveva recuperato il materiale archivistico di villa Talon e di Cattaro Cherso, Fiume e Zara provvedendo al censimento e all’organizzazione di nuovi archivi dalmati. Dal 1966 al 1970 fa parte, su nomina ministeriale, del Consiglio superiore delle accademie e biblioteche.
Importanti sono gli interventi di Cencetti nella paleografia latina, in particolare nell’articolo pubblicato sulla rivista «La bibliofilia» nel 1948 Vecchi e nuovi orientamenti nello studio di paleografia e nel volume Lineamenti di storia della scrittura latina (1954), nei quali Cencetti propone il concetto di “canonizzazione” cambiando la comprensione dello sviluppo della scrittura latina tardo antica e altomedievale. L’articolo viene considerato dagli studiosi della disciplina «il saggio metodologico più importante in questo settore degli ultimi cinquant’anni» e vi sono esposti i principi su cui si basa l’attività di Cencetti, i quali hanno avviato il superamento non solo della precedente storiografia paleografica (legata alla settorialità delle ricerche, sebbene di altissimo livello), ma anche della nuova scuola francese contemporanea di Cencetti. Quest’ultimo sottolinea e dimostra la necessità di definire la terminologia paleografica e il fatto che la scrittura debba essere studiata in tutte le sue manifestazioni e nel suo processo evolutivo per ricostruire una “storia” della scrittura latina. La più organica manifestazione delle novità interpretative e metodologiche dello studioso è il già citato volume Lineamenti di storia della scrittura latina, la più ampia e problematica trattazione del mondo grafico dalle origini al XVI secolo, con aperture fino alla scrittura dei nostri giorni, tuttora insuperata.
Oltre agli iniziali interessi di Cencetti (la sfragistica, la storia dell’Università di Bologna, la prima età della stampa, il libro manoscritto, la storia della scrittura) si aggiungono, successivamente, l’approfondimento del filone corsivo in età arcaica, lo studio dei papiri ravennati, della scrittura delle cancellerie provinciali e della formazione della minuscola beneventana.
La lezione di Cencetti rimane una delle maggiori acquisizioni dello storicismo italiano e la sua nuova paleografia è un punto di riferimento indispensabile tanto nelle analisi generali quanto in quelle settoriali. In tal senso le sue ricerche paleografiche hanno condizionato quelle successive tanto da rendere possibile l’identificazione di una “scuola italiana” anche nei casi di elaborazioni approdate a settori di ricerca diversi della storia della scrittura.

(scheda a cura di Micol Pizzuti)

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